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                                              CRONACA                                                                                                                         

 

 

 

28.10.09

IL TAGLIEGGIATO "TARDA" A PAGARE E GLI RUBANO NEL GARAGE: ARRESTATI DUE "CURSOTI"

         Personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto: Alfio Muzio di 35 anni, pregiudicato; Marco Pellegrino di 19 anni, entrambi per il reato di estorsione aggravata dall’art.7 della Legge 203/91. In data 7.10.2009, all’interno di una autorimessa ubicata in questa via Lioy, nella zona di “Nesima” è stata consumata una rapina nel corso della quale sono stati asportati tre automezzi. Le modalità della rapina, perpetrata da più persone incappucciate ed armate di pistola, nonché il fatto che fossero stati asportati dei mezzi che, tra quelli custoditi all’interno del garage, erano di minore valore, hanno insospettito il personale della Squadra Mobile, facendo ritenere probabile che tale fatto era finalizzato ad una richiesta di natura estorsiva.      Effettivamente, l’attività investigativa svolta da personale della Sezione “Antiestorsioni”, coordinata dalla locale Procura Distrettuale della Repubblica, nella persona del dott. P. Pacifico, consentiva di acclarare che, a seguito della predetta vicenda, c’era stato un interessamento sull’attività oggetto della rapina di soggetti vicini al clan mafioso dei Cursoti milanesi. I poliziotti dell'Antiestorsione, anche grazie ad attività tecnica, individuava il pregiudicato MUZIO Alfio, cognato del latitante DI STEFANO Francesco, esponente di spicco del clan mafioso dei “Cursoti Milanesi”, mentre, unitamente ad un giovane, accedeva all’interno dell’autorimessa. L’attività di osservazione permetteva di notare la consegna di denaro effettuata dal titolare dell’autorimessa nelle mani di MUZIO, il quale, a sua volta, lo consegnava al suo accompagnatore che lo riponeva nelle tasche del suo giubbotto. L’intervento immediato del personale operante permetteva di bloccare il citato MUZIO Alfio, che si trovava in compagnia di PELLEGRINO Marco, persona che utilizzava uno dei mezzi rapinati uno scooter Honda SH. Negli uffici della Squadra Mobile veniva ricostruita la vicenda estortiva avente ad oggetto il pagamento di 1.500,00 euro per la restituzione dei mezzi rapinati e per la garanzia che presso il citato garage non sarebbe accaduto più nulla di spiacevole. I due sono stati, pertanto, tratti in arresto per il reato di estorsione aggravata dalle finalità di mafia e, dopo le formalità di rito, condotti presso la locale Casa Circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’A.G. competente.

 

28.10.09

LA G.di F. SEQUESTRA BENI PER 7 MLN DI EURO- TRUFFA AI DANNI DELLO STATO E REATI AMBIENTALI

Al termine di una articolata e complessa attività di indagine, avviata di iniziativa dalla Compagnia Guardia di Finanza di Enna e coordinata dalla Procura di Catania,  finalizzata all’acquisizione di fonti di prova in relazione all’ipotizzata commissione di una ingente truffa ai danni dello Stato finalizzata alla percezione di erogazioni pubbliche nel settore agro-alimentare, è stata eseguita un’attività di polizia giudiziaria di ampio respiro, con una serie di interventi svoltisi in contemporanea nell’ambito di un’azione in sinergia tra il Nucleo polizia tributaria di Catania e la Compagnia di Enna della Guardia di Finanza ed il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, con il supporto di un’unità aerea posta disposizione dalla Sezione Aerea Manovra della Guardia di Finanza del capoluogo etneo e della Compagnia dei Carabinieri di Catania-Fontanarossa per un impiego complessivo di oltre 70 uomini. I militari delle Fiamme Gialle, in ossequio all’ordinanza emessa dalla locale A.G., hanno eseguito nei confronti della “Allevamento bufalo mediterraneo Sicilia S.S.”, amministrata da Vittorio GRASSO di Cerami (EN), con sede legale in Catenanuova (EN) e sede operativa in Catania, il sequestro per equivalente dei beni aziendali (area e strutture) e delle somme di denaro ascritte ai conti correnti della predetta società, per un importo pari a € 1.229.429,78, cioè fino a concorrenza del profitto del reato ed operato 13 perquisizioni locali e domiciliari nei confronti degli indagati e studi professionali. La misura cautelare reale riguardante somme di denaro e beni mobili e immobili, è stata eseguita anche nei confronti di Giuseppe Celso Pietro DI SALVO e Michele MESSINA, funzionari dell’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Catania, in quanto indagati in concorso in truffa perché, nella loro qualità di Pubblici Ufficiali, sono  intervenuti nella procedura di erogazione del finanziamento, agevolando lo stesso pur in assenza dei prescritti requisiti richiesti dal bando di concorso per il finanziamento POR oggetto di indagine. In particolare, il sequestro preventivo per equivalente è stato applicato sull’intera area, localizzata nell’area industriale di Catania, dove avrebbe dovuto operare la predetta società. La società in questione aveva ottenuto il contributo, dietro presentazione di  apposito progetto con il quale si presentava il piano industriale di ristrutturazione di uno stabilimento esistente, acquisto di animali, macchinari ed impianti per l’allevamento di bufali destinati alla produzione di latte e mozzarelle. Il finanziamento, erogato dalla Regione Sicilia nell’ambito dei P.O.R. 2000-2006, risulta per una quota pari al 50% a carico del bilancio regionale, mentre la restante parte a carico del bilancio comunitario. In conclusione, sono stati sottoposti alla misura del sequestro di 5 fabbricati situati nelle province di Catania ed Enna; terreni agricoli per oltre 10.000 metri quadri; 5 autovetture di grossa cilindrata; oltre 170.000 € di somme depositate sui conti correnti riconducibili agli indagati nonché l’area destinata originariamente all’allevamento con una estensione pari ad oltre 54.000 metri quadri per un controvalore complessivo di oltre 7.000.000 €. Le indagini preliminari hanno consentito di appurare che  Vittorio GRASSO, ricorrendo ad una condotta improntata ad artifici e raggiri del programma di concessione favorita dai funzionari DI SALVO e MESSINA intervenuti nell’istruttoria di finanziamento, avrebbe indebitamente percepito il contributo pubblico di €. 1.229.429,78, senza realizzare nessuna delle opere elencate nel progetto iniziale e senza acquistare alcun macchinario e animale. Le operazioni di polizia, inoltre, hanno consentito di acclarare non solo l’inesistenza della società agro-alimentare oggetto del beneficio, ma la presenza della società Ofelia Ambiente S.R.L, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti e proprietaria di un impianto di compostaggio. L’area si presentava in assoluto degrado con i capannoni – in origine destinati al ricovero del bestiame - adibiti a deposito di immondizia e con la presenza di amianto sparso per l’intera area a grave pregiudizio della salute pubblica. Le perquisizioni domiciliari condotte presso i locali in uso a Vittorio GRASSO, hanno permesso, tra l’altro, di rinvenire copiosa documentazione importante per le indagini nonché numerosi timbri riproducenti attestazioni di vari uffici pubblici; istituti di credito e del logo della Repubblica, per i quali è stato denunciato per contraffazione del sigillo dello Stato. Quanto emerso dalle investigazioni è stato segnalato agli organismi erogatori al fine di recuperare i finanziamenti. Gli accertamenti preliminari, avevano già insospettito i finanzieri sul possibile perpetrarsi di reati ambientali, tanto da richiedere l’intervento dei colleghi del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Catania, i quali, esperiti gli accertamenti in materia, hanno sottoposto a sequestro l’intera area anche per i reati ambientali, in quanto l’impianto di compostaggio operava in difformità alle vigenti disposizioni in materia di gestione e recupero dei rifiuti risultati, peraltro provenienti da svariate località d’Italia, tra cui la Campania. Al termine della specifica attività, i carabinieri hanno denunciato alla A.G. Giuseppe MONACO di anni 60, in qualità di amministratore della ditta Ofelia Ambiente S.R.L. per le ipotesi di reato connesse alla gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non, deposito non controllato di rifiuti pericolosi e per non aver adottato le prescrizioni tecniche previste per lo svolgimento dell’attività. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati ad acclarare l’esatta provenienza dei rifiuti ed eventuali ulteriori violazioni ambientali.

 

 

22.10.2009                             LENTINI (SR)- MESSO NOTIFICATORE DEL COMUNE CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI: DEVE PAGARE CIRCA 50 MILA EURO
Aveva notificato in ritardo un avviso di accertamento del fisco, cambiando la datanel documento. Così la contribuente che aveva con l’erario un debito di 189mila euro l’aveva fatta franca. Nove anni dopo Filadelfo D’Amico, 57 anni, messo notificatore del Comune di Lentini, è stato condannato dalla Corte dei conti a restituire alla Regione, ora destinataria delle entrate tributarie erariali, 47.250 euro, oltre alla rivalutazione erariale, gli interessi legali e 127 euro di spese processuali. Per questa stessa vicenda il 15 giugno 2007 il dipendente comunale era stato rinviato a giudizio per falsità materiale in atto pubblico. Tutto era cominciato il 24 novembre 2000, quando l’allora Ufficio delle imposte dirette di Lentini inviò al Comune un avviso di accertamento da notificare a una signora per un debito tributario di 189.150 euro. L’atto venne consegnato il 29 novembre al messo per essere notificato entro il 31 dicembre. D’Amico lo consegnò il 9 gennaio del 2001 falsificando, per di più, la data nella relata di notifica. Forte del ritardo, la contribuente chiese l’annullamento dell’avviso. Da qui la segnalazione del danno erariale e l’avvio di un procedimento da parte dell’Agenzia delle entrate. «Nessun equivoco - si legge nelle motivazioni della sentenza - poteva sorgere circa il fatto che l’adempimento doveva essere curato dal soggetto incaricato con particolare sollecitudine per un verso in ragione del fatto che il messo è tenuto... ad operare le notificazioni senza indugio, e, per altro verso, in considerazione della circostanza che l’atto comunque recava la segnalazione, con un’evidenza grafica certamente appropriata, del termine entro cui la notifica doveva essere effettuata».

 

24.10.2009-                           PACHINO- RINVENUTO MATERIALE DI DUBBIA PROVENIENZA

Agenti del Commissariato di P.S. di Pachino, nel corso di accurate indagini volte  alla  prevenzione ed  alla repressione dei  reati  commessi  in aree rurali ai danni di Aziende  agricole  e di singoli  agricoltori, hanno  proceduto  alla  individuazione di un centro di  raccolta  e  occultamento di un elevato quantitativo di attrezzi agricoli, alcuni anche di rilevante valore economico, di  palese  provenienza  furtiva. Detti  attrezzi,  di cui si  fornisce qui di seguito  dettagliato elenco, nella serata di ieri  sono stati  recuperati ed  affidati  in custodia ad una ditta locale,  a  disposizione della competente A.G.. Per  la posizione  del luogo scelto  per tale  ammassamento di refurtiva, posto tra i Comuni di  Pachino, Rosolini,  Noto ed  Ispica,  è  verosimile  ipotizzare che  detta merce  sia stata  asportata  in aziende agricole poste  nei territori  di tali Comuni. Giova  sottolineare che, in tale contesto, insieme  agli attrezzi agricoli,  sono stati rinvenuti numero tre passamontagna  aventi  i due  fori  all’altezza degli occhi, due  radio ricetrasmittenti e due cannocchiali, di cui uno a  raggi infrarossi per la visione notturna. Il tutto veniva custodito parte all’aperto e  parte  all’interno di un casolare  rurale.

ELENCO MATERIALE  POSTO IN SEQUESTRO:

1)    Nr. 1 trattore gommato marca New Holland modello TN 95 FA di colore azzurro privo di targa, avente quadro di accensione manomesso e riportante su apposito dispositivo 723 ore di lavoro effettuato, marciante;--------------/

2)    Nr. 1 trattore gommato marca SAME da 60 cavalli, modello frutteto, colore rosso sbiadito, mancante di quadro di accensione poiché asportato ed i fili manomessi, marciante, avente montato all’anteriore un elevatore portato idraulico con attacco a tre punte con due lame montate e al posteriore una botte irroratore portato da 400 litri di colore verde;------------------/

3)    Un gruppo elettrogeno con motore marca FIAT a sei cilindri, di colore rosso con alternatore di colore nero posizionato sopra un carrello manufatto con assi in acciaio di colore nero recentemente verniciato sul colore giallo, completo di batteria di accumulo, parti elettriche e pannelli elettrici, il tutto perfettamente funzionante;---------------/

4)    Un gruppo elettrogeno con motore marca SAME da 54 cavalli privo di batteria di accumulo, montato su carrello manufatto con travi in acciaio;----------------/

5)    Un stenditelo e stendi manichetta utilizzato per la copertura delle serre e per la sistemazione dell’impianto di irrigazione, di nuovissima costruzione, di colore celeste;----------------/

6)    Una matassa di tubo in polietilene di colore nero, diametro 0.32 del tipo PN 4 della lunghezza di metri 200;------------------/

 

7)    Dieci latte da 2.500 semi cadauna dell’ortaggio varietà zucchina, marca ROYAL SCUIS;-----/

8)    Nr. 6 sacchi da 25 Kg. cadauno di concime chimico di marca MASTER tipo 15. 5. 30 + 2;--/

9)    Nr. 4 rotoli di manichetta il polietilene di colore nero utilizzata per l’irrigazione dei primaticci in serra;-------------/

10)  Nr. 2 pacchetti da 500 grammi cadauno di fitoregolatore marca ATROP;--------------/

11)  Nr. 1 confezione da Kg. 1 di fungicida marca RADEO;---------------/

12)  Nr. 2 bottiglie da litri 1 cadauna di insetticida;---------------------------/

13)  Nr. 1 confezione da Kg. 1 di funghicida marca VITENE;---------------/

14)  Nr. 2 sacchi da 25 Kg. cadauno di concimazione inorganica marca BIOFERT tipo 3/49;----/

15)  Un motocoltivatore marca Pasquali di cavalli 18 completo di fresa:------/

16)  Nr. 1 spargizolfo di marca MG 10;---------/

17)  Nr. 1 bidone da 5 Kg. di concimazione inorganica anti alghe marca AGRIA;-------/

18)  Nr. 1 quadro elettrico di notevoli dimensioni con all’interno i vari componenti del tipo utilizzato per l’accensione di pompe sommerse delle trivelle;---------------/

19)  Nr. 1 decespugliatore marca ROBIN numero omologazione E 008451;--------------/

20)  Nr. 1 decespugliatore marca OLEOMAC modello 7355;--------------/           

21)  Nr. 1 decespugliatore marca ALPINA modello VP 40 numero omologazione 4121870;----------/

22)  Nr. 1 motosega marca CASTOR di colore arancione numero serie 9112217;-------/

23)  Carrello di nuovissima costruzione del tipo manuale per trasporto sacchi concimazione in azienda;------------------------------/

24)  Nr. 1 pompa elettrica ad alta pressione marca INTERPOMP modello 46 della potenza di cavalli 2, odorante di gasolio, attrezzata con tubi in gomma per travasare combustibili;--------/

25)  Nr. 1 pompa del tipo ecodiesel elettrica marca ROVER modello CD 690000 attrezzata per il rifornimento di carburante e con la pistola di irrorazione montata;---------/

26)  Nr. 1 pompa elettrica marca ROVED del tipo usato per miscelare i fitofarmaci;------/

27)  Nr. 1 mixer di grosse dimensioni marca SOUNDCRAFGB4 del tipo utilizzato per la amplificazione e la regolazione della strumentazione musicale;---------/

28)  Nr. 1 compressore marca AMICA di colore giallo, da 50 litri, completo di cavo elettrico, tubo e pistola dell’aria compressa;--------------------/

29)  Nr. 1 sega circolare a disco marca GS montata e posizionata su banchetto da lavoro in legno e metallo;------------------/

30)  Nr. 1 BOOSTER di marca TRUCK di colore del tipo utilizzato dall’elettrauto per l’accesnsione di motori di veicoli;---------------------/

31)  Nr. 1 saldatrice INVERTER con scheda del tipo portatile modello ARC 1000;--------------/

32)  Nr. 1 flex di marca Black & Decher modello CD 115;---------/

33)  Nr. 1 fusto in plastica contenente 30 litri di gasolio;--------------------/

34)  Nr. 2 radio ricetrasmittenti tipo palmare marca ICOM modello IC 02 E completi di caricabatteria e numero due batterie di riserva, radio ricetrasmittenti perfettamente funzionanti;-/

35)  Nr. 3 cappucci in lana del tipo passamontagna di colore scuro, tutti predisposti e riportanti apposito taglio del tessuto nella parte degli occhi come comunemente usati per la commissione di reati gravi;------------------------------/

36)  Vari indumenti di colore scuro che si presume siano stati utilizzati per la commissione di reati ed altri attrezzi di secondaria importanza ma idonei alla perpetrazione di scassi;-----/

37)  Nr. 2 binocoli.----------------------/  

38)Nr. 2 gruppi ottici posteriori , dei quali uno parzialmente danneggiato, relativi ad  autovettura marca BMW mod Serie 5. Sono  in corso  ulteriori indagini  per la  identificazione  dei  responsabili  dei  furti  di  detta merce. Il proprietario dell’appezzamento di terreno,  sul  quale  la refurtiva è stata  rinvenuta, è stato denunciato, in quanto ritenuto responsabile di  ricettazione. Il predetto, F.A., classe 1959, residente in Pachino è  titolare di un’azienda agricola. Nel recente passato, quest’ultimo, è stato già denunciato per ricettazione di alcuni elettrodomestici.

 

CATANIA- BENGALESI LAVAVETRI DENUNCIATI

Nel quadro dei servizi predisposti dal Questore di Catania Dr. Domenico Pinzello, personale della Squadra Volanti dava esecuzione ad un articolato piano d’intervento finalizzato al contrasto del dilagante fenomeno dell’attività abusiva di lavavetri, posto in essere da persone di varie etnie e nazionalità ai semafori di diversi crocevia di questo capoluogo. Le operazioni, le cui varie fasi venivano coordinate e dirette su strada da funzionari dell’U.P.G.S.P., venivano focalizzate, a motivo dell’elevata incidenza del fenomeno sopra descritto rilevata in quel sito, nelle adiacenze dell’intersezione di via V. Giuffrida con il viale R. Sanzio. Attesa l’esigenza di dover necessariamente sorprendere in flagranza di attività le persone dedite a tale indecoroso espediente pseudo-lavorativo, preso atto che in diverse precedenti circostanze soggetti dediti ad attività analoghe a quelle per il cui contrasto si procedeva, erano riusciti a far perdere le proprie tracce, si rendeva necessario adottare una strategia d’azione affine a quelle poste in essere nelle operazioni di P.G.. Quindi, dopo aver preventivamente cinturato la zona dell’intervento e predisposto alcune pattuglie automontate in siti appositamente individuati da cui poter espletare un’opportuna attività di osservazione, ad un segnale convenuto si procedeva a far convergere simultaneamente sul precitato sito di via Vincenzo Giuffrida angolo viale Raffaello Sanzio le unità operative preposte al primo intervento, le quali riuscivano, in questa prima fase, a bloccare due cittadini bengalesi sorpresi a svolgere attività di lavavetri che tentavano vanamente di darsi alla fuga ma venivano prontamente bloccati e accompagnati in Questura per gli accertamenti relativi alla loro posizione sul soggiorno in Italia. Contestualmente, ulteriori quattro cittadini bengalesi, anch’essi dediti alle attività abusive sopra descritte, si davano alla fuga, disperdendosi nelle vie adiacenti; in particolare, gli inseguimenti si protraevano, oltre che su Via Vincenzo Giuffrida, anche su diverse vie ad essa adiacenti. Tali fughe, che peraltro erano state preventivate durante la pianificazione, risultavano vane giacché in fasi distinte, mediante una concentrica manovra a “tenaglia” delle unità operative interessate, venivano individuati e bloccati tutti i cittadini bengalesi che in un primo tempo si erano sottratti alle operazioni di rintraccio, pervenendosi anche in questo caso alla loro compiuta identificazione. Da segnalare la positiva collaborazione di numerosi cittadini nell’indicare le vie di fuga prese dai suddetti lavavetri. A conclusione dell’operazione preventiva in narrativa, venivano quindi rintracciati e sottoposti alle opportune operazioni di identificazione sei cittadini del Bangladesh.

 

23.10.2009

ABUSO SU MINORE

La polizia Postale ha arrestato un uomo di 49 anni per essersi reso responsabile di violenza sessuale in danno di minore. L'uomo, del quale non vengono rese note le generalità è stato sorpreso da personale della Polizia Postale e dell'UPGSP della Questura intervenuto su segnalazione anonima al 113 all'interno di un casolare abbandonato nel quartiere "Librino". I poliziotti non hanno avuto dubbi che l'uomo avesse abusato sessualmente anche perchè è una vecchia conoscenza delle Forze dell'ordine. In passato l'uomo aveva anche abusato del fratello minore della vittima. Il magistrato di turno dopo aver sentito il minore ha convalidato lo stato arresto e disposto la traduzione nella casa circondariale di piazza Lanza.

 

 della sezione di Lentini)
 
SIRACUSA 23.10.2009

ALLARME BOMBA

Allarme bomba nel palazzo ASP (ex ASL). Ignoti, dopo avere messo in allarme i Carabinieri del Comando Provinciale, se la sono goduta a vista. L'intervento degli artificieri è stato quasi immediato per la bonifica dei locali di via Brenta e riportare alla serenità dipendenti e utenza che solo poco dopo mezzogiorno sono potuti rientrare  e rimettersi al lavoro. L'allarme terrorismo specie in questo periodo, non può essere sottovalutato e i militi dell'Arma hanno confermato, come sempre,la loro efficacia (e non poteva essere diversamente). Il livello di guardia non deve essere abbassato nelle strutture pubbliche nè nelle scuole. E' soprattutto grazie all'opera del personale vigilante che dipende l'azione di bonifica dei luoghi presi di mira dal solito scemo di turno ovvero nullafacente di transito.