"Voglio cominciare con
l'orgoglio per quanto
successo oggi. Tre milioni
di persone sono una grande
prova di democrazia". Sono
le prime parole con cui Pier
Luigi Bersani ha annunciato
la propria vittoria alle
primarie. "E' una vittoria
di tutti. E nella vittoria
di tutti c'e' la mia
vittoria", conclude il nuovo
segretario. "Faro' il leader
del Pd, ma lo faro' a modo
mio. Non il partito di un
uomo solo ma un collettivo
di protagonisti". Lo afferma
il neosegretario del Pd,
Pier Luigi Bersani,
annunciando che "per prima
cosa domani incontrero' un
gruppo di artigiani a Prato
perche' bisogna rompere il
muro tra politica e
lavoratori". Il percorso
congressuale e le primarie
sono state da parte del Pd e
dei candidati "una prova di
trasparenza e spero che il
nostro esempio induca
qualcuno a riflettere sulla
mancanza di trasparenza in
altri soggetti politici a
partire dalle forze che
stanno al governo - ha
aggiunto Bersani - Noi siamo
stati un libro aperto,
mentre non e' ancora chiara
la discussione in altri
organismi politici a partire
dalle forze che stanno al
governo". ''Voglio rivolgere
una parola di amicizia e
rispetto per Dario
Franceschini e Ignazio
Marino. Lavoreremo insieme
per il nostro partito''.
Cosi' il neosegretario del
Pd Pier Luigi Bersani ha
offerto la collaborazione ai
suoi rivali alle primarie.
''Voglio ringraziare - aveva
esordito Bersani - Dario
Franceschini che mi ha
telefonato riconoscendo il
risultato delle primarie''.
FRANCESCHINI, CONTINUERO' A LAVORARE NEL PARTITO
Dai primi dati che emergono
dalle primarie ''Pier Luigi
Bersani e' il nuovo
segretario del Pd''. Lo ha
detto Dario Franceschini in
una conferenza stampa nella
sede nazionale del Pd. ''Gli
ho telefonato - ha detto
Franceschini - e gli ho dato
atto di questo
riconoscimento''.
Franceschini ha sottolineato
come non fosse giusto ''per
il partito, per voi
aspettare di vedere se ci
sono due punti percentuali
in piu' o in meno: il dato
politico e' che la scelta
dei nostri elettori e'
quella di eleggere Pier
Luigi Bersani nostro
segretario''. ''Continuero'
a servire il mio partito
come parlamentare e nel modo
che sembrera' piu' utile''.
Lo ha detto Dario
Franceschini in una
conferenza stampa in cui ha
annunciato la vittoria di
Bersani alle primarie.
''Questa non e' una serata
di delusione, e' una serata
di festa per tutto il
partito perche' ha vinto il
Pd''. ''Ora diventa
irreversibile l'elezione del
segretario del Pd attraverso
le primarie'' -ha aggiunto
Franceschini - ''Il grande
afflusso di cittadini ai
seggi e' il riconoscimento
della forza del popolo delle
primarie, che da oggi
nessuno potra' mettere in
discussione''. Franceschini
si e' detto infine
''orgoglioso'' di aver
''consegnato un partito
rafforzato dalle primarie''.
"I dati pervenuti al nostro
Comitato evidenziano la
vittoria di Pier Luigi
Bersani alle primarie per le
elezioni del segretario del
Pd con un risultato che si
attesta attorno al 48%". E'
quanto si legge in una nota
diffusa dal Comitato
Franceschini. Pier Luigi
Bersani e' arrivato nella
sede del Partito
Democratico, pochi minuti
dopo che Dario Franceschini
aveva ammesso la sua
vittoria alle primarie. Ad
aspettarlo, al secondo piano
della sede del Pd, Ignazio
Marino che gli ha stretto la
mano appena Bersani e'
uscito dall'ascensore.
Bersani si e' poi diretto
verso l'ufficio di
Franceschini. "Se i dati
saranno confermati la nostra
mozione e' tra il 10 ed il
20% e questo conferma la
bonta' della nostra
proposta. Sono estremamente
soddisfatto". Ignazio Marino
esprime cosi' la sua
soddisfazione, nella sede
del Pd, per il risultato
raggiunto alle primarie.
"Oggi e' stato - ha
affermato Marino - un
bellissimo giorno con una
partecipazione straordinaria
di quasi 3 milioni di
persone che dimostrano la
grande vivacita' del Pd. Un
Pd che vuole discutere,
confrontarsi sulle idee e
poi essere unito e tornare a
vincere".
VERSO TRE MILIONI DI VOTANTI
Sono stati "sicuramente piu' di 2 milioni e mezzo" i votanti alle primarie per scegliere il segretario del Partito Democratico. Il dato definitivo si avra' "nel corso della nottata". Lo ha detto Maurizio Migliavacca, responsabile della commissione nazionale del Pd per le primarie. Maurizio Migliavacca ha spiegato che data la "grande partecipazione ai seggi le operazioni di voto si sono protratte oltre le 20" il che ha posposto il conteggio dell'affluenza in ciascun gazebo. La commissione per il congresso ha quindi deciso di comunicare una "stima attendibile" dei cittadini che hanno partecipato e che sarebbe "sicuramente superiore ai due milioni e mezzo". "I problemi di conteggio e di comunicazione dei dati - ha osservato ancora Migliavacca - derivano dal grande successo delle primarie, che sono un segno di vitalita' dell'opposizione e danno una spinta al Pd". Piu' ottimista Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, che prevede per l'affluenza un risultato "vicino ai 3 milioni" di votanti. Il dato finale sull'affluenza dovrebbe arrivare tra circa mezz'ora, ma Gentiloni, ai microfoni di Sky Tg24, parla di un esito "francamente inaspettato", visto che "anche i piu' ottimisti tra noi si aspettavano un paio di milioni". Per Gentiloni e' un dato "molto positivo per il Pd" e che obbliga a "non tornare piu' indietro, chiunque vinca", dalle primarie per la scelta del leader Democratico. "Milioni di persone - afferma infatti - hanno dimostrato di avere fiducia in questo metodo. Sono milioni di persone molto esigenti. Non si e' trattato della ratifica di una decisione presa. Questo da' piu' forza". "Dai dati in nostro possesso sicuramente Bersani e' sopra il 50%". Cosi, dal comitato Bersani, annunciano i primi dati giunti finora dallo scrutinio dei seggi delle primarie. Dario Franceschini e' da poco arrivato nella sede del Pd per aspettare con i suoi l'esito delle primarie. Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino invece sono riuniti nei rispetti comitati elettorali. Al di la' dei dati ufficiali, che giungono al Pd con un sistema di sms, i vari candidati ricevono informazioni dai rappresentanti di lista distribuiti tra i vari seggi nei quali lo scrutinio sta avvenendo in diretta. Quando i dati saranno quasi definitivi, a quanto si apprende, i tre candidati dovrebbero raggiungere tutti la sede del partito.
CANDIDATI, VINTA PROVA DI DEMOCRAZIA
Il vincitore si conoscera' a notte fonda, ma alle 20 il Pd ha gia' vinto la prima sfida: quasi 3 milioni di elettori hanno votato per il segretario (l'ultima stima e' di Paolo Gentiloni), una cifra superiore alle aspettative e che sfiora il successo che nel 2007 incorono' Walter Veltroni primo leader del Pd. Una partecipazione che, se rende ancora piu' imprevedibile l'esito, consente ai democratici di gioire per ''la prova di forza'' riuscita verso il governo e per dimostrare che il partito c'e' nonostante le debolezze dell'opposizione e brutti incidenti come il caso Marrazzo. Le code ai gazebo, a Milano come a Palermo, colgono di sorpresa, gia' di primo mattino, i tre candidati e lo stato maggiore del partito. Certo, la chiamata alle armi ''in difesa della democrazia'' si era ripetuta negli ultimi appelli dei big, ma l'affaire Marrazzo, esploso proprio alla vigilia delle primarie, aveva depresso ieri aspettative e speranze. Ed invece i quasi 900mila votanti alle 11.30 cacciano i timori e gia' alle 17.30 il Pd raggiunge l'asticella dei 2 milioni, fissata come soglia per cantare vittoria. Nessuno aveva scommesso che si potessero equiparare le cifre del passato, i 4,3 milioni che nel 2005 si misero in fila per incoronare Romano Prodi candidato premier dell'Unione e nemmeno i 3,5 milioni che nel 2007 scelsero Walter Veltroni come primo leader del Pd. La partecipazione entusiasma Dario Franceschini, Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino. Il segretario aspetta le 16 per votare a piazza del Popolo a Roma. Prima fa un blitz ad effetto a Castellamare di Stabia, luogo tristemente simbolo del Pd dopo l'uccisione del consigliere Gino Tommasino e la scoperta nei giorni scorsi che uno dei sicari era iscritto al partito. E che oggi, con la gente in fila ai gazebo, diventa metafora che per il Pd, spiegano i dirigenti locali, ''e' ora di uscire dal tunnel''. Franceschini gioisce per ''la grande festa della democrazia'' ma anche per l'endorsement in zona Cesarini di Nanni Moretti mentre, a Piacenza, Bersani vota al fianco della moglie e delle due figlie. ''Le primarie hanno risvegliato la nostra gente'', sostiene il candidato uscito vincente dai congressi dei circoli e che ora spera nell'incoronamento degli elettori. La scaramanzia non gli impedisce di annunciare che, in caso di vittoria, la prima questione di cui si occupera' e' il lavoro degli italiani. E che, in caso di sconfitta, dara' ''piena collaborazione'' al vincitore. Trae coraggio dalla partecipazione anche l'unico outsider in corsa, Ignazio Marino. Il senatore-chirurgo vota nello stesso seggio di Veltroni, a Roma, e l'entusiasmo per i grandi numeri tradisce la speranza di un suo exploit. ''Alle 11 e mezza - gioisce - ha votato il 20% in piu' delle precedenti primarie e questo dato conferma la richiesta degli italiani di un profondo cambiamento''. Una prova di fiducia che questa volta i dirigenti del Pd assicurano che onoreranno, appoggiando chiunque tra i tre sfidanti uscira' vincitore dalle primarie, ed evitando la faida interna che travolse Veltroni.
"EFFETTO MARRAZZO" NEL LAZIO, -20%
E'' difficile non sospettare che davanti al calo tendenziale che sfiora il 20% dell'affluenza alle urne romane e laziali alle primarie del Pd non pesino le vicende legate allo scandalo di sesso, droga e ricatti che ha costretto all'autosospensione, e presto alle dimissioni, il presidente della Regione. Le cifre mostrano un calo di affluenza rispetto a due anni fa: alle 19 - cioe' a un'ora dalla chiusura dei seggi - avevano votato circa 216 mila cittadini, contro i circa 300 mila delle primarie 'veltroniane' del 2007 (quando i seggi chiusero alle 22). E, salvo massicce corse al seggio dell'ultimo minuto, e' arduo immaginare che i dati possano cambiare radicalmente. La mappa del voto per zone andrebbe ad avvalorare la tesi: il calo sarebbe piu' sentito a Roma citta' (con circa 120mila votanti contro i circa 180mila del dato finale del 2007) dove, ricorda qualcuno, e' storicamente "piu' forte il voto d'opinione". In particolare a disertare di piu' le urne sarebbero state le periferie oltre il Grande raccordo anulare. Piu' stabile invece il dato nell'hinterland romano (circa 50 mila voti), cosi' come le altre quattro province: Viterbo e Frosinone, a circa un'ora dalla chiusura dei seggi, si attestavano attorno ai 16mila voti; 13mila il dato di Latina, circa 6mila a Rieti. "L'affluenza e' stata importante - ci tengono a sottolineare dal partito - e molti seggi sono stati costretti a fotocopiare schede e registri perche' esauriti. Inoltre il Lazio rappresenta quest'anno come nel 2007 il 10% dei voti nazionali".
